mercoledì 1 ottobre 2025

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Assolutamente! Ecco una storia su Spropiz e la sua passione per Final Fantasy.


La Fantasia di Spropiz

Spropiz non camminava; planava in un mondo di cristalli spezzati, magia bianca e nera e chocobo dal passo veloce. Il mondo reale, con le sue scadenze, le faccende noiose e l'odore di pioggia su asfalto, era solo un fastidioso intermezzo tra una sessione e l'altra. La sua vera casa? Quella era una galassia di mondi digitali, collegati da un unico, glorioso filo conduttore: Final Fantasy.

Non si trattava solo di un videogioco per lui; era una filosofia, una biblioteca, un'enciclopedia emotiva. Spropiz conosceva a memoria le statistiche di tutti i Guardian Force di Final Fantasy VIII, poteva intonare a cappella il tema di battaglia di Final Fantasy VII e sapeva distinguere il Job System del V dal Job System del III. La sua cameretta era un santuario, con action figure di Cloud e Squall che sorvegliavano una pila di console.

La sua passione non era passiva. Quando giocava, Spropiz si trasformava. Se un personaggio moriva, lui si sentiva il peso di quella perdita, la tristezza dell'eroe che falliva. Se una melodia malinconica di Nobuo Uematsu iniziava a suonare durante una scena drammatica, Spropiz si ritrovava con gli occhi umidi, sentendo la gravità del destino che incombeva sulla salvezza del pianeta. Non era l'Eroe della Luce, ma era il suo custode, il suo cronista.

Un giorno, mentre era seduto al parco, con lo sguardo fisso sulle nuvole che assomigliavano a un'Aeronave, un'idea lo colpì con la forza di un Meteor. La sua vita vera era così... piatta, senza la minaccia di un Sephiroth o la necessità di forgiare una spada leggendaria. Allora Spropiz prese una decisione. Non poteva vivere nel gioco, ma poteva vivere secondo i suoi principi.

Cominciò a vedere ogni ostacolo come un Boss di Livello. Affrontare un colloquio di lavoro non era stressante; era una battaglia contro un Giudice con un alto punteggio di difesa magica. Imparare a cucinare non era una seccatura; era raccogliere ingredienti rari per potenziare i suoi alleati (in quel caso, i suoi coinquilini). Quando vedeva qualcuno triste, invece di ignorarlo, Spropiz si ricordava dei suoi eroi che non si tiravano mai indietro e usava l'incantesimo Cura—una parola gentile, un aiuto inaspettato.

Grazie alla sua ossessione, Spropiz aveva imparato la tenacia, l'altruismo e l'importanza di un lavoro di squadra impeccabile.

Il mondo non era cambiato. Era lui ad averlo fatto. Spropiz era ancora un ragazzo, ma ora, quando camminava, aveva la stessa determinazione negli occhi dell'eroe che si prepara a sferrare il colpo finale, il destino di tutti i mondi, reali e fantastici, sulle sue spalle.

E se qualcuno gli avesse chiesto perché sorrideva, Spropiz avrebbe potuto rispondere solo con un'allusione, un cenno segreto ai milioni di giocatori che condividevano la sua passione:

"È ora di far salire di livello la vita."

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